Battaglia della Bainsizza, il sacrificio dei 5 giovani saludecesi morti tra il 28 agosto e il 10 settembre 1917

di Marco Valeriani - 

Sono i numeri, davvero impressionanti, a dare un'idea chiara di cosa rappresentò la Battaglia della Bainsizza (oggi Slovenia). Le perdite italiane furono ingenti: quasi 19mila caduti, oltre 89mila feriti e più di 35mila dispersi. Cifre impressionanti che lasciano ben poco spazio all'immaginazione. 


- Fonte www.esercito.difesa.it - 

Combattuta tra il 17 e il 31 agosto 1917, la Battaglia della Bainsizza - meglio conosciuta quale Undicesima Battaglia dell'Isonzo - vide il Regio Esercito (REI), al comando del Generale Cadorna, concentrare 600 battaglioni (52 divisioni) e 5.200 "pezzi d'artiglieria" poco distante dal letto del fiume. 

"L'attacco - si legge nella scheda pubblicata sul sito www.esercito.difesa.it - fu sferrato su un fronte che si estendeva da Tolmino (nella valle superiore dell'Isonzo) fino al mar Adriatico. Gli italiani attraversarono il fiume in più punti su ponti di fortuna, ma lo sforzo maggiore venne fatto sull'altopiano della Bainsizza, la cui conquista aveva lo scopo di far proseguire l'avanzata e di rompere le linee austro-ungariche in due, isolando le roccheforti del Monte San Gabriele ed Hermada. Dopo un combattimento aspro e sanguinoso, la 2ªArmata (comandata dal generale Capello), fece indietreggiare gli austro-ungarici, conquistando la Bainsizza e il Monte Santo. Altre postazioni furono occupate dalla 3ª Armata del Duca d'Aosta. Comunque, il Monte San Gabriele ed il Monte Hermada si rivelarono inespugnabili, e l'offensiva si arrestò. Dopo la battaglia, le forze austro-ungariche erano sull'orlo del collasso, e non avrebbero potuto sostenere un altro attacco. Gli italiani alla fine avevano conquistato il margine occidentale dell’altopiano della Bainsizza-S. Spirito e raggiunto la strada di Chiapovano e M. Santo. Furono anche conquistate le alture di Selo e Starikokva e le pendici dell’Ermada".


In questi luoghi, affatto ospitali e generosi con i nostri soldati, trovarono la morte cinque sfortunati saludecesi il cui ricordo è possibile grazie alle preziose informazioni racchiuse nell'Albo D'Oro della Grande Guerra.


Tra il 28 agosto e il 10 settembre 1917, perirono sull'altopiano della Bainsizza due fanti appartenenti al 274° Reggimento, un fante del 69°, un bersagliere del 21° e un mitragliere della 1244esima Compagnia Fiat. Il più giovane era Francesco Vanzini che perse la vita in combattimento il 29 agosto: non aveva che 19 anni! Il giorno precedente rimasero feriti mortalmente il mitragliere Amato Mazzini, 27 anni, e il fante Nazzareno Ottaviani, di soli 20 anni.  Il 30 agosto toccò, durante un'azione d'attacco, a Domenico Marchiani, 24 anni, anch'egli del 274° Reggimento Fanteria come Vanzini. Il più anziano del gruppo, Matteo Mainardi, 30 anni, bersagliere, spirò 10 giorni dopo la fine della battaglia (il 10 settembre 1917) a causa delle tante ferite riportate.


Ricordiamoli con una preghiera. Hanno combattuto per la salvezza della Patria, ignari del destino a cui andranno incontro.




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