Augusto Fantini, il marignanese cannoniere del "Rossarol" disperso in mare il 16 novembre 1918

di Marco Valeriani - 

La storia che vogliamo raccontare oggi è "figlia" dell'immediato dopo guerra: la Grande Guerra del 1915-1918. Protagonista - quale disperso, così recita l'Albo d'Oro dei Caduti - è il marignanese Augusto Fantini, nato l'11 gennaio 1896 a San Giovanni in Marignano, alle porte della Valconca, e scomparso, in mare, con l'affondamento del Regio Esploratore "C. Rossarol" il 16 novembre 1918. Dodici giorni dopo la fine delle ostilità per l'Italia (una beffa del destino!). A stroncare la vita di ufficiali, sottufficiali ed equipaggio è una terribile esplosione conseguente all'urto contro una mina galleggiante: l'ordigno, a cui il "Rossarol" non riesce a sfuggire, alle 12.55, sbuca sul pelo dell'acqua una volta doppiato Capo Promontore; quando la nave inizia a prendere il largo "non distante dalla località di Lisignano". 


- Il Rossarol, fonte: Il Piccolo di Trieste - 

Il "Rossarol", "moderno cacciatorpediniere tricolore, varato nel 1914 dai Cantieri Ansaldo di Sestri Ponente - scrive l'Arena di Pola nel numero del 28 marzo 2007 - portava il nome di un eroico colonnello napoletano, morto in battaglia sul Forte Marghera, nella strenua difesa di Venezia dall'esercito austriaco. Affondò a poche settimane dalla conclusione della Prima Guerra Mondiale allorché, lasciato il porto di Pola, stava dirigendosi, per una missione urgente, verso la città di Fiume". L'esplosione, devastante, spezzò lo scafo in due tronconi; in tanti non fecero nemmeno in tempo ad accorgersi di quanto stava loro accadendo: "La prua andò a picco immediatamente, mentre la sezione di poppa rimase in assetto e proseguirà la navigazione ancora per qualche minuto". 

"I naufraghi - scrive ancora l'Arena di Pola - furono recuperati e alloggiati nella caserma Tegetthof; i feriti ricoverati nell'ospedale della Marina. Le testimonianze dei sopravvissuti consentirono di documentare la sciagura. Il mare inghiottì 96 uomini tra ufficiali, sottufficiali e marinai, compreso il Comandante Ludovico De Filippi" al quale venne conferita la Medaglia d'Argento alla Memoria per aver ceduto il suo salvagente a un marinaio che non sapeva nuotare". 

LA SCHEDA TECNICA DEL ROSSAROL - da lavocedelmarinaio.com


Classe: Poerio.

Tipo: Esploratore leggero.
Costruttori: Ansaldo (Sestri Ponente)
Impostato: 30.6.1913.
Varato: 15.8.1914.
Entrato in servizio: 1.8.1915
Dislocamento: 891 t. (normale) – 1.270 (a pieno carico).
Lunghezza: 83,1m. (fuori tutto 85m.).
Larghezza: 8m.
Apparato motore: 3 caldaie – 2 turbine a vapore.
Potenza: 24.000 HP – 2 eliche.
Velocità: 32 nodi.
Autonomia: 2.400 miglia a 13 nodi.
Armamento: 6 pezzi da 102/35mm 

2 pezzi da 40/39 mm. – 4 tubi siluri da 450 mm.
Equipaggio: 129.

"Nel corso della Grande Guerra - completa l'Arena di Pola - il Mare Adriatico fu teatro di combattimenti e affondamenti. In particolare, all'inizio del conflitto, l'Impero Austro-Ungarico aveva predisposto su tutti i fondali istriani, a difesa delle coste, una rete di campi minati che causò la perdita di numerose imbarcazioni militari e civili, talvolta anche 'amiche'. L'esatta dislocazione delle mine era a conoscenza dei soli 'alti comandi' e a guerra finita non si provvide a una completa opera di bonifica. La R.N. Cesare Rossarol, esploratore della Regia Marina Italiana, non fu, successivamente all'armistizio, che una delle loro numerose vittime".

Di Augusto Fantini, vittima tra le vittime, anzi disperso, sulla targa - che ripubblichiamo nella foto qui sotto - realizzata in ricordo dell'immane tragedia del "Rossarol" non si fa alcuna menzione (una dimenticanza?, una scelta dettata dal fatto risultasse disperso?): mentre il nome del cannoniere marignanese compare, per fortuna, nell'elenco pubblicato dal sito www.marinaiditalia.com nell'Albo d'Oro dei Militari del C.R.E.M. - Corpo Regi Equipaggi Marittimi. 


- Spomen ploča poginulima u potapanju razarača "Cesare Rossarol"
Targa in memoria ai caduti della RN "Cesare Rossarol" - David Orlović
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Il nome di Fantini è invece scolpito sul Monumento ai Caduti di San Giovanni in Marignano, collocato nella piazza centrale del paese, come testimonia l'immagine della quale diamo evidenza.


- Figura di soldato: Fante (Monumento ai Caduti - a cippo) di Tamagnini Torquato (sec. XX) 
Condizioni d'uso: Beni Culturali Standard (BCS) - 


E sempre a proposito di monumenti, l'Arena di Pola rammenta infine che "dopo il conflitto, in ricordo di quella tragedia, nel territorio del Comune di Lisignano, al traverso del punto dell'affondamento, a circa 150 metri dal mare, fu eretto un piccolo monumento con àncora in ferro, piantata su una pietra bianca e una lapide in bronzo con i nomi dei 96 marinai deceduti nel naufragio. Durante il periodo italiano il monumento fu affidato alle cure di una persona a ciò designata e annualmente una messa in suffragio delle vittime veniva celebrata nella chiesa della Madonna di Cuvi. L'ultima commemorazione ufficiale si tenne il 16 novembre del 1942".


- Un'altra immagine d'epoca del "Rossarol" -

In realtà, leggi articolo de Il Piccolo di Trieste, nel 2018 una serie d'iniziative volute dal Comune di Lisignano non ha fatto mancare la sensibilità e l'apporto delle istituzioni nel Centenario dell'affondamento. Lo dobbiamo accennare non solo per dovere di cronaca; bensì quale atto di grande partecipazione e rispetto verso quanti, imbarcati sul "Rossarol", persero la vita in un evento tanto nefasto della recente Storia italiana. 





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